domenica, Novembre 27, 2022

Con gli occhi dei poeti: “Elogio del rivoluzionario” di Bertolt Brecht (by ELISA_451)

Don Paolo Zambaldi
Don Paolo Zambaldi
Cappellano nelle parrocchie di Visitazione, Regina Pacis, Tre Santi e Sacra Famiglia (Bolzano).

Elogio del rivoluzionario

Quando l’oppressione è più forte

Molti si perdono d’animo.

Ma in lui cresce il coraggio.

Egli organizza la sua lotta

per il soldino in più, per il tè caldo,

per il potere nello stato.

Domanda alla proprietà:

di dove vieni?

Alle opinioni domanda:

a chi servite?

Dove sempre si tace

egli parlerà

e dove regna l’oppressione e si ciancia di destino

dirà forte i nomi.

Alla tavola dove egli siede

siede la scontentezza,

diventa amaro il cibo,

appare angusta la stanza.

Dove l’inseguono, corre con lui

la rivolta, e là di dove l’han cacciato

l’inquietudine resta.

Bertolt Brecht

Non ci ricordiamo più cosa vuol dire rivoluzione.

Il “rivoluzionario” non è più la spina nel fianco del potere, non è più necessario, perché il potere si definisce democratico, progressista, liberale. Perché esso si nasconde dietro lo schermo luccicante del consumo…

Si potrebbe oggi ricomporre la poesia al rovescio:

“Elogio del non rivoluzionario” (o dell uomo moderno occidentale)

Quando l’oppressione è più forte,

nessuno di noi si perde d’animo,

perchè con i soldi in banca non serve il coraggio.

Noi non organizziamo lotte

per il soldino in più, per il tè caldo: abbiamo pure il dolce!

Per la conquista dello stato: troppa fatica!

Non domandiamo più alla proprietà: di dove vieni? Non ci interessa, vogliamo tutti essere padroni.

Alle opinioni non domandiamo: a chi servite? Non ci interessa, non vogliamo sapere la verità.

Se tutti tacciono anzichè protestare,

noi stiamo zitti.

E dove regna l’oppressione

ce ne guardiamo bene dal dire i nomi.

Anzi ci giriamo dall’altra parte

perchè in fondo non è compito nostro.

Dove sediamo

sono tutti felici.

Il cibo abbonda e non ci chiediamo

se sia frutto di un popolo schiavizzato.

Viviamo spensierati,

non vediamo ombre.

Non ci inseguono mai.

Non ci contestano, perchè siamo sempre d’accordo.

Non suscitiamo inquietudine, nè in noi

nè negli altri.

Se ci sorge un dubbio,

sul cellulare ci sarà la risposta.

by ELISA_451

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