domenica, Novembre 27, 2022

Il docente di liturgia Ewald Volgger: La benedizione delle coppie omosessuali è ovviamente liturgia!

Don Paolo Zambaldi
Don Paolo Zambaldi
Cappellano nelle parrocchie di Visitazione, Regina Pacis, Tre Santi e Sacra Famiglia (Bolzano).

BONN – Martedì 20 settembre 2022 i vescovi fiamminghi hanno presentato un documento sulla benedizione delle coppie omosessuali, ma mercoledì hanno negato che si tratti di una vera e propria liturgia. Lo studioso di liturgia Ewald Volgger ha qualcosa da dire in proposito…

In un’intervista a katholisch.de spiega la sua posizione:

Martedì scorso (20 settembre 2022), i vescovi della conferenza episcopale belga hanno pubblicato una lettera intitolata “Essere pastoralmente vicini alle persone omosessuali – Per una Chiesa accogliente che non escluda nessuno!”. Dopo la presa di posizione, gli stessi vescovi belgi hanno dichiarato (in modo abbastanza contraddittorio!) che essi non intendevano introdurre una vera e propria “liturgia per la benedizione delle coppie omosessuali”.

La Congregazione per la dottrina della fede aveva dichiarato, in una lettera pubblicata datata marzo 2021, che la Chiesa “non aveva l’autorità di benedire le relazioni tra persone dello stesso sesso”. Insomma Dio benedice il “peccatore”, ma non il peccato…

Il no del Vaticano era stato accolto con critiche in Belgio, Germania e in molti altri Paesi proprio all’interno del mondo cattolico. A questa critica si sono uniti 281 professori di teologia dei Paesi di lingua tedesca.

Tra loro c’era il noto studioso di liturgia Ewald Volgger.

Nel 2020 aveva pubblicato una proposta liturgica per la benedizione delle coppie dello stesso sesso.

Nell’intervista a katholisch.de, Volgger spiega cosa di fatto c’è nella “lettera belga” e perché è certamente una proposta liturgica.

Il professore chiede lo stesso livello di impegno anche ai vescovi del mondo tedesco…

Domanda: Prof. Volgger, cosa hanno pubblicato martedì 20 settembre i vescovi fiamminghi?

Volgger: I vescovi fiamminghi hanno pubblicato un documento sulla benedizione delle persone omosessuali. In questo documento ufficiale i presuli scrivono che le persone dello stesso sesso possono essere benedette e che questo sarebbe “in linea” con il pensiero di Papa Francesco e con molte affermazioni contenute in Amoris laetitia. Inoltre affermano che è bene proporre una celebrazione di benedizione per le coppie omosessuali e hanno proposto un esempio (dato alcune linee guida)di come tale liturgia dovrebbe strutturarsi.

Domanda: E come si presenta questa “bozza”?

Volgger: La proposta belga è molto semplice. Segue la struttura classica di una celebrazione di benedizione. Dopo le parole di apertura e la preghiera iniziale, vi è una lettura delle Scritture, poi una preghiera dei partner, quindi la preghiera della comunità per entrambi. Seguono le intercessioni, il Padre nostro, la preghiera conclusiva e la benedizione.

Domanda: Il portavoce dell’arcidiocesi di Mechelen-Bruxelles ha dichiarato, un giorno dopo la pubblicazione del documento che ha destato scalpore, che non si trattava di una liturgia…

Volgger: Non credo che abbia senso non chiamare liturgia una tale benedizione! Certamente si tratta di una celebrazione che ha un carattere sacramentale. La teologia classica definisce questi atti/benedizioni “sacramentali” / Sacramentalia (Si chiamano sacramentali i segni sacri istituiti dalla Chiesa il cui scopo è di santificare le varie circostanze della vita: ad esempio benedizioni varie, imposizione delle ceneri, rito delle esequie…). La proposta dei vescovi fiamminghi contiene gli elementi di base di un servizio liturgico: apertura, preghiera, lettura delle Scritture, preghiera comune dei due per il successo del loro rapporto nella reciproca fedeltà, seguita dalla preghiera della comunità per i due. Seguono le intercessioni, la preghiera conclusiva e la benedizione.

Qui si deve distinguere in caso tra una “liturgia ufficiale e approvata”, che avrebbe bisogno di una conferma da parte di Roma, e una “proposta pratica”. Tuttavia, da un punto di vista liturgico-teologico, non si può concludere che non sia una liturgia.

Non dovremmo piuttosto chiederci che cosa conta questa celebrazione davanti a Dio? Egli chiama le persone a una vita comune attraverso la sua opera di grazia, dona l’amicizia e la forza della fedeltà con cui i due partner si affidano l’uno all’altro. In questo modo stabiliscono un progetto di vita basato su Dio, lo invocano come ragione della loro relazione e come compagno.

La comunità riunita si esprime a favore di questa unione e accompagna i due nella preghiera davanti a Dio. Tutto questo affinché il Signore rafforzi ciò che è riconosciuto come un suo dono e che vuole diventare una benedizione per tutti.

Domanda: Nel 2021 Roma ha dichiarato che la Chiesa non ha l’autorità di benedire relazioni omosessuali. In questo contesto, come valutare la dichiarazione belga?

Volgger: Credo che negli ultimi decenni nessuna decisione magisteriale abbia suscitato una così grande opposizione come quella al documento del 2021.

Per questo vedo il documento dei vescovi belgi come un modo coerente di affrontare questa dichiarazione romana, che aveva incontrato una fortissima resistenza a partire dai fedeli fino ad arrivare a vescovi e cardinali… e non solo nel mondo di lingua tedesca.

In questo contesto, ritengo che la proposta belga sia coerente e necessaria. Prende sul serio le persone che ancora soffrono, che si sentono escluse e dimostra una genuina attenzione pastorale.

Domanda: Il documento dei vescovi belgi dice chiaramente che la relazione benedetta non è un matrimonio. Perché è necessaria questa chiara precisazione?

Volgger: Credo che vogliano adottare un approccio prudente. È noto a tutti che esiste una grande riluttanza, soprattutto negli ambienti ufficiali della Chiesa, anche solo ad accettare le relazioni di coppie dello stesso sesso e ancora di più quando si parla di sacramento/matrimonio.

Ho fatto questa distinzione anche nella mia proposta di benedizione delle coppie omosessuali, perché credo che una tale equiparazione non sia necessaria.

La benedizione delle coppie omosessuali può certamente avere un’altissima qualità liturgico-teologica senza essere necessariamente il sacramento del matrimonio.

Con questa differenziazione, i vescovi vogliono tenere conto di questa distinzione teologica.

Personalmente vedo questa sottolineatura come positiva, perché rende possibile una benedizione senza dover attingere alla teologia del matrimonio.

Domanda: I vescovi belgi affermano che la celebrazione deve avvenire in tutta semplicità. Cosa significa?

Volgger: È un modo molto particolare e vago di esprimersi, perché non si capisce bene cosa si intenda realmente.

Il momento in cui una comunità si riunisce, ascolta la Parola di Dio e chiede a Dio di benedire una coppia non può essere qualcosa di non evidente, di nascosto…

Mi sembrano formulazioni poco chiare: anzi, a volte così contorte da non capire più cosa si intenda!

Personalmente mi sembra inappropriato accostarele alla celebrazione di una benedizione in cui due persone si promettono amore e fedeltà, assumendosi così la responsabilità l’una dell’altra e invocando Dio come datore di ogni bene.

Credo che in questo caso i vescovi si siano espressi in questo modo per un eccesso di “diplomazia ecclesiastica”!

Domanda: Bando alla diplomazia… come valuta il documento dei vescovi belgi dal punto di vista della liturgia?

Volgger: Non si tratta certo di un atto rivoluzionario, perché da tempo esistono molte bozze liturgiche per la benedizione delle coppie omosessuali!

Vedo la proposta dei vescovi più come un atto ufficiale e pastorale significativo che riconosce ciò che, nella prassi, è già ampiamente praticato da sacerdoti, vescovi, fino anche da alcuni cardinali.

In Belgio i vescovi stanno finalmente dicendo un “sì” pubblico ed ufficiale a questa prassi.

Domanda: E come deve essere valutato il documento dal punto di vista politico-ecclesiale?

Volgger: Dal punto di vista della politica ecclesiale, si tratta certamente di una rivoluzione, perché qui i vescovi hanno finalmente il coraggio di dire: “È qualcosa di necessario e ne abbiamo bisogno!” e di fare un passo concreto.

Domanda: Lei stesso si è occupato direttamente di cerimonie di benedizione. Qual è la situazione nei paesi di lingua tedesca e come è da valutare il documento belga?

Volgger: La “bozza belga” presenta in modo compatto, nello spazio di una pagina, tutto ciò che serve.

Si potrebbe forse aggiungere la consegna/scambio di un “segno” durante la celebrazione e un suggerimento per i canti e per la musica, che sono sempre essenziali per una liturgia.

Ci sono molte proposte valide e già diffuse nel mondo di lingua tedesca.

Nel 2020 ho presentato una bozza per la benedizione delle unioni omosessuali approfondendo gli aspetti liturgico-teologici.

Molti altri spunti invece derivano dall’esperienza pratica…

Un ottimo progetto al di fuori della Chiesa cattolica è la benedizione delle unioni della Chiesa vetero-cattolica, che curiosamente viene ripresa e praticata anche in ambito cattolico.

Anche in Italia esistono approcci che possono contare sul sostegno di vescovi e cardinali italiani.

Domanda: Se ci sono così tante proposte diverse: Quale dovrà essere il prossimo passo?

Volgger: È tempo che anche i vescovi tedeschi costituiscano un gruppo di lavoro e pubblichino un documento simile sulla base delle bozze già disponibili, come hanno fatto i loro confratelli belgi.

I vescovi potrebbero pubblicare senza troppi problemi un modello/bozza di celebrazione senza l’approvazione di Roma.

Dopo tutto, ci sono abbastanza vescovi che già benedicono coppie omosessuali o che hanno dichiarato alla stampa che le benedirebbero senza problemi, qualora venisse loro chiesto… Allora è arrivato il tempo di atti concreti!

Quando la liturgia è celebrata da un ministro, è liturgia della Chiesa.

Intervista a cura di Benedikt Heider

(liberamente tradotta da don Paolo Zambaldi)

Il teologo altoatesino Ewald Volgger O.T. è professore di liturgia e di teologia sacramentale presso l’Università Cattolica di Linz ed è anche sacerdote dell’Ordine Teutonico (Deutschen Ordens).

Articolo originale:

https://www.katholisch.de/artikel/41126-liturgiewissenschaftler-segnung-homosexueller-ist-natuerlich-liturgie

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