martedì, Aprile 16, 2024

Con gli occhi dei poeti: “Disattenzione” di Wislava Szymborska (by ELISA_451)

Don Paolo Zambaldi
Don Paolo Zambaldi
Cappellano nelle parrocchie di Visitazione, Regina Pacis, Tre Santi e Sacra Famiglia (Bolzano).

Da “Due punti“, ed Adelphi 2006.

Disattenzione

Ieri mi sono comportata male nel cosmo.

Ho passato tutto il giorno senza fare

                                                          domande,

senza stupirmi di niente.

Ho svolto attività quotidiane,

come se ciò fosse tutto dovuto.

Inspirazione , espirazione, un passo dopo

                                               l’altro, incombenze,

ma senza un pensiero che andasse più in là

dell’uscire di casa e del tornarmene a casa.

Il mondo avrebbe potuto essere preso per

                                                 un mondo folle,

e io l’ho preso solo per uso ordinario.

Nessun come e perché-

e da dove è saltato fuori uno così-

e a che gli servono tanti dettagli in

                               movimento,

ero come un chiodo piantato troppo in

                                    superficie nel muro

oppure

(e qui un paragone mi è mancato).

Uno dopo l’altro avvenivano cambiamenti

perfino nell’ambito ristretto d’un batter

                                                        d’occhio.

Su un tavolo più giovane, da una mano d’un

                                                    giorno più giovane,

il pane di ieri era tagliato diversamente.

Le nuvole erano come non mai e la pioggia

                                                  era come non mai,

poiché dopotutto cadeva con gocce diverse.

La Terra girava intorno al proprio asse,

ma già in uno spazio lasciato per sempre.

E’ durato 24 ore buone.

1440 minuti di occasioni.

86.400 secondi in visione.

Il savoir-vivre cosmico,

benché taccia sul nostro conto,

tuttavia esige qualcosa da noi:

un po’ di attenzione, qualche frase di Pascal

e una partecipazione stupita a questo gioco

con regole ignote.

Wislava Szymborska, “Due punti“, ed Adelphi 2006

Quanti di noi riescono a cogliere l’attimo?

Pensiamo al passato con tutte le nostalgie possibili, i rimpianti, le recriminazioni e spesso ce lo rappresentiamo circonfuso di bellezza, di idealità, di sicurezza… una sorta di isola felice.

Pensiamo invece al futuro in modo compulsivo, oggi più che mai. Ci dispera non sapere cosa succederà, se vivremo a lungo, se avremo denaro a sufficienza, se troveremo l’amore o se lo perderemo per sempre… ci chiediamo che ne sarà dei nostri figli e nipoti… del mondo… di ciò che abbiamo sempre creduto e sperato. L’ansia ci attanaglia, intensa, feroce.

Questo movimento del tempo indietro/avanti ci ossessiona e pervade talmente i nostri giorni da non riuscire nemmeno ad accorgerci che è sempre sera e domani e un altr’anno.

Purtroppo non ci rendiamo conto davvero che passato e futuro sono realtà inesistenti. Uno perché non c’è più e l’altro perché non c’è ancora.

Di fatto l’unico tempo che ha valore, che c’è e ci interroga , è quel presente che ci lasciamo sfuggire… ”come (se fossimo) un chiodo piantato troppo in superficie nel muro” come se non cogliessimo la realtà del nostro esserci, qui e ora.

Questa disattenzione ci costa ciò che della vita ha più senso. Non apprezziamo infatti la lentezza del pensiero che costruisce profondità e sapienza, né coltiviamo il gusto per il feriale fatto di piccoli gesti e sorrisi, di piccoli insuccessi e di gioie, di tramonti, di pioggia che cade. Non apprezziamo il pane sulla tavola, né la mano che l’ha preparato, né il chiacchierare dei figli, né il silenzio di una notte piena di stelle.

Corriamo qua e là, dentro e fuori, un po’ieri un po’domani e mai oggi.

Eppure è l’oggi che richiede attenzione e “una partecipazione stupita a questo gioco”: è nella coscienza dell’oggi che troviamo il senso del vivere.

by ELISA_451

Maria Wisława Anna Szymborska (Kórnik, 2 luglio 1923 – Cracovia, 1º febbraio 2012) è stata una poetessa polacca.

Premiata con il Nobel per la letteratura nel 1996 e con numerosi altri riconoscimenti, è generalmente considerata la più importante poetessa polacca degli ultimi anni e una delle poetesse più amate dal pubblico, e non della poesia, di tutto il mondo.

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