lunedì, Maggio 23, 2022

Essere testimoni credibili sulle orme del Battista

Don Paolo Zambaldi
Don Paolo Zambaldi
Cappellano nelle parrocchie di Visitazione, Regina Pacis, Tre Santi e Sacra Famiglia (Bolzano).

Vi propongo questo commento sull’essere testimoni veri e credibili del Vangelo, della giustizia, dell’amore di Dio… per farlo non ci sipuò rinchiudere in fortezze, restare su binari morti ma sicuri, non fare mai un nome!!!

L’autore è l’amico don Franco Barbero, “santo eretico” dei nostri giorni, per cui questo essere testimone ha rappresentato veramente una prassi di vita, di lotta e di liberazione.
Allora lasciamoci guidare in questo approfondimento della figura di Giovanni il Battista.
don Paolo Zambaldi
 
“Nelle insulse litanie natalizie, nelle vuote predicazioni cristiane che ribadiscono dogmi scaduti più che annunci di vita e di liberazione, davanti a noi si staglia la figura morale di un credente che testimonia la sua fede.
Sì, di testimoni abbiamo bisogno. E, invece, non solo la pubblicità mercantile, ma anche i discorsi ufficiali cristiani sono in larga parte ormai ridotti a propaganda, a catechismo, in bocca a funzionari del culto ai quali non è rimasto un centimetro di autorità morale.
Ormai è tutto scontato: persino molti richiami alla pace e alla solidarietà, che papa Francesco lancia con sincerità e coraggio, rischiano di naufragare in una chiesa che è quasi solo capace di ripetere. I pastori delle chiese locali sono in larga misura privi di creatività e di fantasia. Che noia sentire ripetere linguaggi del IV secolo, coniati al Concilio di Nicea e usati da ripetitori automatici, come se il linguaggio fosse più statico delle pietre e non facesse parte dell’evoluzione culturale dei tempi.
Testimoni, non parolai. Siamo capaci di fare un po’ di silenzio e di ritornare ogni giorno a vivere con coerenza rapporti di rispetto e e solidarietà e a praticare la giustizia? Il mondo è saturo di parole ecclesiastiche: ha bisogno di segni, di vita, di scelte, di rinnovamento, di superamento dei luoghi comuni.
Discutiamo di quisquiglie che avremmo dovuto risolvere 500 anni fa e così, rispetto alle sfide di oggi, la chiesa istituzione sembra un museo anzichè una casa accogliente e un luogo desiderabile. Spesso è come un collegio di antica maniera: tanti scolaretti in fila, silenziosi ed obbedienti. 
 
In realtà la noia si taglia con il coltello e l’ipocrisia è nell’aria che respiriamo
.”
 
Franco Barbero, nato nel 1939 a Savigliano (Cn) e nel 1963 viene ordinato sacerdote. Dopo alcuni anni di ministero in seminario, viene mandato in una parrocchia periferica della città, dove si impegna nella lotta con studenti ed operai e antimilitarista. Nel 1973 è co-fondatore, con alcuni/e uomini e donne provenienti da esperienze parrocchiali, della comunità cristiana di base di Pinerolo. Da oltre 40 anni si occupa di ricerca biblica e teologica e da più di 20 è impegnato in attività di volontariato. Nel 2003, per le sue posizioni teologiche viene dimesso dallo stato clericale. Nei suoi scritti propone una spiritualità in cui azione e preghiera si compenetrano con la crescita di gruppi e comunità, nel dialogo con parrocchie, preti, suore, teologi e teologhe. Il suo impegno di cura pastorale ne fa un itinerante in Italia e all’estero.

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