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domenica, Giugno 23, 2024

Brecce nel muro del sistema (Emma Martínez Ocaña)

Don Paolo Zambaldi
Don Paolo Zambaldi
Cappellano nelle parrocchie di Visitazione, Regina Pacis, Tre Santi e Sacra Famiglia (Bolzano).

In un momento in cui sono venute meno le credenze che in altri tempi sostenevano la mia speranza e le mie motivazioni, cosa mi resta?

Mi resta la speranza che nel processo evolutivo emergente del Cosmo sia possibile che appaia una nuova umanità, un nuovo soggetto umano con un livello di coscienza più evoluto, con più esperienza-consapevolezza dell’unità che costituiamo con tutto il reale.

Spero cioè che questo salto a livello di coscienza ci permetta di sperimentare che siamo umanità, comunità biotica, terra autocosciente, unità nella Trama della vita, umanità etica e trascendente.

Spero per l’umanità una nuova coscienza che ci renda capaci:

-di riconoscere chi siamo realmente e qual è il nostro posto e il nostro significato sulla Terra,

-di trascendere i nostri interessi particolari per difendere la vita nel nostro pianeta,

-di creare comunità compassionevoli, impegnate, profetiche e mistiche che siano in grado di trasformare la nostra società e il nostro mondo.

Che mi resta?

Mi resta la passione nel contribuire con il mio granello di sabbia o, meglio, nel fare la mia parte per aprire una breccia e unirla ad altre brecce nel muro del nostro sistema ecocida e assassino. Brecce che non sono “la” soluzione alla nostra realtà ma che offrono la possibilità di generare vita nuova, vita distinta, vita che umanizza. Con la speranza che molte brecce unite possano un giorno abbattere il muro.

Mi resta l’impulso etico, spirituale, la coscienza della forza sacra della vita, lo stupore, l’ammirazione, il riconoscimento contemplativo dell’unità indistruttibile di tutto ciò che è.

Mi resta l’esperienza della forza dell’amore universale che nell’essere umano diventa scelta cosciente, la meraviglia che è l’amicizia, la compassione, la sorellanza, l’impegno, la festa, l’arte, la musica…

Mi resta il fatto di non rinunciare a sognare insieme, a desiderare insieme, a lottare, protestar e proporre insieme.

Mi resta lo spirito e l’ispirazione di Gesù di Nazaret. La testimonianza che ci è stata lasciata del suo modo di essere e di stare nella realtà continua a motivarmi nella vita. Lo fanno anche altre persone della mia tradizione culturale e di altre che mi fanno sentire orgogliosa dell’essere umano e colma della speranza che sia possibile vivere a partire dell’amore, dalla gratuità, dalla compassione, dalla militanza…

Cos’è che continua ad animare oggi la mia speranza?

Mi dà speranza sapere che la vita non è mai scomparsa dal pianeta terra malgrado molteplici minacce ed estinzioni, ma è sempre andata avanti generando formenuove e proseguirà il suo cammino con o senza la nostra collaborazione. La vita è più forte.

È motivo di speranza anche riconoscere i molteplici gruppi, collettivi, ong, partiti politici, movimenti di diverse chiese che si risvegliano e scendono in strada, esigendo protagonismo in direzione di una nuova società, più giusta, ecologista, femminista, pacifista, custode di tutti i diritti della vita…

La mia speranza non si riduce a ciò che si possa ottenere come umanità in questo tempo storico: se altre specie sono scomparse, nulla ci assicura che non possa scomparire la nostra. Ma la vita è stata sempre più forte della morte e dell’estinzione.

Mi resta la speranza che, poiché l’energia che siamo non si crea né si distrugge, coloro in particolare che, in questo tempo e in questo spazio brevi in cui viviamo noi esseri umani, sono stati vittime di assassinii, torture, ingiustizie, morti premature… abbiano un’altra opportunità di essere in un’altra dimensione energetica (quale sia il suo nome: Dio, Fondo dell’essere, Vuoto…), benché non abbia nessuna idea di come sarà.

Una speranza che non diminuisce né il dolore per tanta tragedia umana e per la minaccia della nostra scomparsa come specie, né l’impegno storico di cooperare con altri gruppi e movimenti nel lavoro costante e faticoso di sradicare e/o ridurre la povertà, l’ingiustizia, la soppressione della vita.

Un sogno pieno di speranza che vorrei diventasse realtà: in questa generazione non ne vedremo il frutto, ma possiamo comunque sognare e spingere in avanti tale sogno.

Adista Documenti n° 25 del 15-07-2023

Emma MARTÍNEZ OCAÑA è laureata in Storia e Teologia spirituale. Ha insegnato Psicologia della religione e Integrazione della maturità psicospirituale. È psicoterapeuta individuale e di gruppo e guida esercizi spirituali. È membro dell’Associazione Teresiana, dell’Associazione delle Donne Teologhe Spagnole e di Donne e Teologia.

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