mercoledì, Ottobre 5, 2022

Il sentiero (Dhammapada)

Don Paolo Zambaldi
Don Paolo Zambaldi
Cappellano nelle parrocchie di Visitazione, Regina Pacis, Tre Santi e Sacra Famiglia (Bolzano).

Il Dhammapada, scritto originariamente il lingua pāli (lingua liturgica del buddhismo del theravāda) intorno al I sec. a.C. dopo tre secoli di tradizione orale, risale nella sua forma attuale al III secolo a.C. e raccoglie in 26 capitoli e 423 strofe i detti del Buddha.

274

C’è un solo sentiero,

non ne esistono altri per affinare la conoscenza.

Puoi dunque imboccarlo:

ciò confonderà i demoni della paura e del desiderio.

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Seguendo questo sentiero

la sofferenza ti lascia andare.

Lo ha indicato il Buddha, dopo aver visto

come si distrugge la freccia del dolore.

276

Bisogna mostrarsi determinati.

I maestri si limitano a indicare il sentiero:

tu devi seguirlo e praticare la meditazione

per liberarti dalle catene della paura e del desiderio.

277

Quando la saggezza ti aiuta a capire

che ogni cosa finirà col tramontare,

il dolore perde di significato.

Questo sentiero conduce alla purezza.

278

Quando la saggezza ti aiuta a capire

che niente ti soddisfa veramente,

il dolore perde di significato.

Questo sentiero conduce alla purezza.

279

Quando la saggezza ti aiuta a capire

che niente esiste da solo e per sempre,

il dolore perde di significato.

Questo sentiero conduce alla purezza.

280

Se non ti concentri sulle cose che fai,

se sei indolente pur essendo giovane e sano,

se i tuoi pensieri sono confusi e sei pieno di dubbi,

se sei pigro, non trovi il sentiero della saggezza.

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