venerdì, Luglio 1, 2022

Мир/Pace: Piccolo itinerario nella cultura russa (don Paolo Zambaldi)

Don Paolo Zambaldi
Don Paolo Zambaldi
Cappellano nelle parrocchie di Visitazione, Regina Pacis, Tre Santi e Sacra Famiglia (Bolzano).

La guerra sta oscurando le menti col suo mantello di sangue e paura.

L’informazione, mai così pervasiva e battente, si è trasformata in propaganda.

Ogni guerra si è nutrita di propaganda, ma nessuna si è insinuata così capillarmente nella vita della gente influenzandone l’intelligenza, condizionandone il pensiero e la capacità di giudizio.

Il mondo viene diviso in modo manicheo tra buoni e cattivi.

I buoni forniscono armi in modo che l’inutile strage continui a lungo, aumentano le spese militari a scapito della sanità, della scuola, della vita dei poveri, boicottano le merci pur sapendo che ciò creerà lunghissimi tempi di indigenza per gran parte dei popoli dell’unione europea e di molti altri nel mondo. I buoni si schierano con gli Stati Uniti campioni di stragi (mai punite!), campioni di esclusione sociale con 60.000.000 di persone che non hanno accesso alla sanità perché disoccupati, malati, lavoratori precari, donne sole. I buoni si schierano con il sistema di un’oligarchia liberista che ritiene “danni collaterali” la morte per fame, guerra (guerre per portare la democrazia naturalmente!) e malattie dell’80% della popolazione mondiale.

Ma allora i cattivi che fanno di peggio? Non fanno niente di peggio, fanno le stesse cose.

Le guerre di oggi sono sempre economiche. La lobby del capitale si fa sempre più aggressiva e insaziabile. L’America sta perdendo o ha paura di perdere il suo predominio. La Cina aspira a sostituirla con quell’ossimoro che è il comunismo-capitalista. La Russia vuole smarcarsi dall’essere considerata un semplice resto dell’ Unione Sovietica, vuole giocare un ruolo economico e strategico importante a livello globale.

Questo è il gioco.

La folle corsa agli armamenti di queste tre potenze non potrà che sfociare in un Armageddon. La guerra in Ucraina non è che il fiammifero pronto ad incendiare il mondo.

In tutto questo gioco l’Unione europea che, per la sua cultura democratica e per le esperienze truci vissute sulla sua pelle nelle due guerre mondiali, dovrebbe fare da coscienza critica, da  mediatrice responsabile, si lascia invece travolgere da una delle parti, anzi se ne fa schiava. Macchiandosi così di corresponsabilità enormi, perché, pur potendo, si rifiuta di costruire la pace anche a costo di far precipitare nel nulla i suoi popoli. Ma la peggior classe politica degli ultimi anni è serva del capitale, e chi grida chiudiamo/tagliamo/blocchiamo, nella maggioranza dei casi ha molti beni, ben nascosti in paradisi fiscali intoccabili. E i boss della finanza e i commercianti d’armi si fregano le mani… e la borsa fa affari!

In questo scontro epocale si evita di evocare ciò che unisce i popoli: la cultura, l’arte, il pensiero, le testimonianze di vita. Le voci che si levano dalla letteratura, dalla musica, dalla pittura, dalla poesia, se ascoltate, ci svelano la nostra comune appartenenza all’umanità, la nostra comune capacità di coglier il vero il giusto il buono del mondo. Non ci sono più nemici, solo fratelli e sorelle accomunati dalla capacità di sperare.

Nel cosiddetto mondo democratico abbiamo assistito a una oscena e ridicola criminalizzazione della cultura russa. Atteggiamento che rievoca tristi ricordi: il falò dei libri a Berlino, la dottrina McCarty (maccartismo) che perseguitava chiunque fosse sospettato di simpatie socialiste, l’epurazione hitleriana della cosiddetta arte degenerata, l’indice dei libri proibiti stilato dalla santa inquisizione, la censura staliniana dell’arte non ritenuta consona al progetto proletario. Condannare l’operato di Putin e del suo governo non vuol dire condannare i russi in quanto russi, né tantomeno escludere la loro arte che ha nutrito per secoli la cultura europea.

Dunque anche i buoni… sono cattivi. E la cosa più drammatica è che sono cattivi perché il web dice così, perché sono troppo ignoranti (popolo e leader politici) e non leggono ne hanno letto mai nulla, perchè la propaganda capitalista ha convinto tutti che l’unico valore rispettabile è quello economico. Il portafoglio al posto nel cuore.

Dispiace per chi ci ha creduto, anche fra i poveri, ma il risveglio sarà dolorosissimo se mai scamperemo all’olocausto nucleare.

Confidando di convincere qualcuno, pubblicherò nei prossimi giorni pensieri e poesie di artisti russi perché la pace si costruisce partendo da ciò che abbiamo in comune e non da ciò che divide.

 

don Paolo Zambaldi, 11.04.2022

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