mercoledì, Agosto 10, 2022

Il professore di teologia don Oliver Wintzek: la Chiesa è ormai prigioniera del suo stesso sistema (katholisch.de)

Don Paolo Zambaldi
Don Paolo Zambaldi
Cappellano nelle parrocchie di Visitazione, Regina Pacis, Tre Santi e Sacra Famiglia (Bolzano).

Secondo il teologo di Meinz Prof. Oliver Wintzek, la Chiesa cattolica ha poche possibilità di rinnovamento se non mette in discussione il suo (presunto) magistero immutabile. Infatti l’idea stessa di un magistero infallibile ed immutabile è il prodotto di un “reinventarsi del cattolicesimo” nel XIX secolo. Allora la Chiesa sentiva il bisogno di difendersi dalla sua sempre più frequente messa in discussione: sia a livello politico che teologico. Con queste affermazioni si è espresso Wintzek sul portale online “feinschwarz.net”. Secondo il teologo di Meinz a causa delle decisioni di allora, il cattolicesimo “non ha sviluppato meccanismi interni basati sulla partecipazione: sia quando si parla di strutture, che quando si approfondiscono i contenuti.”. “La nostra Chiesa è prigioniera del suo stesso sistema”, ha sottolineato il teologo e sacerdote germanico.

Wintzek vede nell’anno 1870 una svolta epocale nell’autocomprensione della Chiesa. Dopo quella data infatti: la Francia si trasformò in uno stato laico, la Germania passò sotto il dominio prussiano-protestante e i papi persero lo Stato Pontificio. Come reazione, le categorie di “magistero” e “rivelazione” furono ripensate come baluardi contro la modernità: “Capiamo facilmente come le “armi” di un cattolicesimo esclusivamente dominato da Roma, siano state rivolte con forza contro tutto ciò che era considerato “moderno” e, quindi, senza Dio. Questo atteggiamento è ancora presente oggi, per esempio in relazione alla via sinodale/Synodaler Weg.”

C’è stata una chiusura evidente sulla comprensione di ciò che è “rivelazione” e “magistero

Nel suo contributo Wintzek spiega come, dal XIX secolo, la stessa rivelazione divina sia stata sempre più interpretata come “conoscenza soprannaturale”, “che è fondamentalmente al di là del giudizio umano”, per poter mantenere un sapere che fosse appannaggio esclusivo del clero, un sapere da difendere dall’avanzamento delle scienze naturali. Lo stesso vale, secondo il professore di Meinz, per il dogma dell’infallibilità e la conseguente centralizzazione del potere e del magistero. Con questa chiusura circa la comprensione di “rivelazione” e di “magistero”, “il principio dell’immutabilità (sia in termini di forma che di contenuto) è diventato un sistema – e questo è operante ancora oggi… Ad esempio dove si afferma che la Chiesa non ha autorità per cambiare certe cose… Io mi chiedo: come si fa a saperlo e chi lo decide?” conclude il teologo tedesco.

Mainz – 28.11.2021

(Liberamente tradotto da don Paolo Zambaldi)

Wintzek, Oliver

don Oliver Wintzek ha studiato a Friburgo, Gerusalemme e Roma e si è abilitato in teologia fondamentale all’Università di Friburgo. Dal 2020 è professore di dogmatica e teologia fondamentale all’Università Cattolica di Mainz. Lavora anche come collaboratore presso la Chiesa dei Gesuiti a Mannheim.

Articolo originale: https://www.katholisch.de/artikel/32161-fundamentaltheologe-kirche-ist-gefangene-des-eigenen-systems

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