mercoledì, Ottobre 5, 2022

Ci risiamo! La “preghiera contro i gay” e la parrocchia di Modugno (Massimo Battaglio)

Don Paolo Zambaldi
Don Paolo Zambaldi
Cappellano nelle parrocchie di Visitazione, Regina Pacis, Tre Santi e Sacra Famiglia (Bolzano).

Non è vero che il momento di preghiera contro i gay organizzato dalla parrocchia dell’Immacolata di Modugno è stato annullato. Si farà eccome. Solo in diretta facebook ma non c’è differenza. Ripassiamo:

Il 20 novembre scorso, molti di noi hanno appreso che la parrocchia dell’Immacolata del paese di Modugno, in provincia di Bari, aveva organizzato un “momento di preghiera” piuttosto particolare. L’invitato principale era Luca Di Tolve, personaggio che si qualifica come “ex gay” e che gira l’Italia per dare testimonianza della sua “conversione”.

In realtà, il suo intento malcelato è quello di pubblicizzare certi corsi da lui inventati e che vanno sotto il nome di “metodo Luca”. Sono serie di incontri finalizzati, a detta del loro creatore, ad abbandonare l’omosessualità riacquistando fiducia in se stessi e in Dio. Insomma: vere e proprie terapie riparative, di quelle che molti Paesi condannano e che sono esecrate anche dal Vaticano.

Di Tolve piace tanto a certi ambienti religiosi dove si continua a illudersi che l’omosessualità sia una malattia e, in quanto tale, una faccenda reversibile. Piace in particolare all’associazione Europa Benedettina, che aveva scelto proprio la comunità di Modugno per reclamizzarlo, con la scusa di un

“incontro con l’unica finalità di ascoltare, far conoscere e proporre, a chiunque avesse voluto partecipare, un’esperienza di cambiamento e conversione al cristianesimo da parte di un uomo, Luca di Tolve, che, dopo un iter personale complesso e sofferto, ha trovato in Cristo la risposta più vera alla sua ricerca di umanità e identità” (così si spiegano nel comunicato in cui affermano di aver annullato l’evento).

In realtà, il “momento” era tutt’altro che un semplice evento di “ascolto”. Sarebbe infatti stato seguito da “Santa Messa”, configurandosi quindi come un’autentica “preghiera contro i gay”. Roba obiettivamente raccapricciante.

Pare come minimo ovvio che la comunità locale, di fronte a un’assurda “preghiera contro i gay”, si sia messa a discutere anche animatamente della vicenda. Molti hanno scritto al parroco e al vescovo per chiedere di annullare tutto. Alla fine, la stessa Europa Benedettina ha optato per un dietro front, accompagnato però da un messaggio sdegnosissimo del genere “ci arrendiamo ma abbiamo ragione noi”.

a seguito, delle numerose reazioni avverse apparse sui social e dei rumors contrari all’evento, che con comunicati inquietanti, violenti e toni intimidatori da parte di movimenti, partiti e formazioni legati in vari modi al mondo LGBT, hanno lasciato intendere che avrebbero intra preso iniziative per bloccare, anche fisicamente, l’evento”

e aggiungono “Mentre l’annuncio dell’incontro da noi organizzato non conteneva nessun tono discriminatorio e nessuna forma di pressione, presentandosi solo come un invito ad ascoltare e accogliere l’esperienza di un fratello nella fede, le reazioni che si sono scatenate contro l’iniziativa appaiono piene di livore, di pregiudizi e, soprattutto, tese ad impedire la legittima espressione del pensiero e delle idee, secondo la lettera e lo spirito della Costituzione italiana”.

Siamo alle solite: propaganda d’odio con termini gentili ma sempre propaganda d’odio. Diffusione di falsità antiscientifiche spacciate come “legittima espressione del pensiero”. La Costituzione citata a casaccio. Ma vediamo quale fosse il tenore di queste reazioni “piene di livore, di pregiudizi” e chi più ne ha, più ne metta. Noi siamo a conoscenza di due soli comunicati. Il primo è di alcuni gruppi lgbt pugliesi. Vediamo:

“Questa mattina sta girando questa locandina con la quale si invita a vivere un momento di preghiera per chiedere la conversione… dall’omosessualità. Nella nostra Diocesi. Quella del dialogo interreligioso ed ecumenico. Sono questi i momenti in cui ci si vergogna di essere cattolici.

In questa locandina c’è un concentrato di violenza nascosto da preghiera e buonismo che al confronto le crociate si possono paragonare al gioco del Risiko. Spero che qualcuno intervenga per bloccare questa vergogna. Praticamente il messaggio è che oltre ad essere una malattia è anche un peccato da convertire. Ma povero Vangelo, povero Gesù… E così dobbiamo fare il Sinodo dell’Ascolto?”

Non certo un comunicato tenero ma, da lì al livore e nientemeno che alla violenza… L’altro è il testo di una mail che molti hanno inviato al parroco e al vescovo di Bari. Dice così:

A S.E. mons. Giuseppe Satriano arcivescovo della diocesi di Bari-Bitonto e, per conoscenza, a don Nicola Laricchia, parroco dell’Immacolata di Modugno

Apprendiamo che, presso i locali della parrocchia dell’Immacolata a Modugno, è in programma un “momento di preghiera” seguito da S. Messa, con la partecipazione e testimonianza di tal Luca Di Tolve. Egli, da anni, sta facendo il giro d’Italia per raccontare la sua storia di “ex gay”. Asserisce cioè di rddrtdi “redento” da un orientamento sessuale omoaffettivo attraverso la preghiera e la penitanza. In alcuni casi, ha parlato anche di stravaganti apparizioni soprannaturali.

Ci si domanda come sia possibile, in una diocesi che si distingue per capacità di dialogo interreligioso ed ecumenico, e in un momento ecclesiale così importante come quello del sinodo “dell’ascolto”, trattare temi importanti, attuali e delicati, invitando testimonial le cui parole non fanno altro che diffondere scientemente disprezzo e odio per le persone omosessuali, oltre a configurarsi come diffusione di falsità approfittando della credulità popolare. Mi auguro che S.E. voglia intervenire in proposito”.

Di nuovo: dov’è la violenza? Ma soprattutto: non siamo a conoscenza di nessuna minaccia di interruzione fisica dell’evento da parte di nessuno. Se qualcuno si fosse davvero lanciato in robe di questo genere, è chiaro che non sarebbe stato da prendere sul serio e soprattutto che parlava unicamente per se stesso. E in ogni caso, quando si hanno di questi timori, si avvertono le forze di polizia; non si strombazza su facebook.

Ciò che però appare ancora più subdolo è che la “preghiera contro i gay” non è stata annullata del tutto. Si svolgerà ugualmente: online, sulla pagina Facebook degli organizzatori di Europa Benedettina. Come se potessimo credere che un evento on line, oggi, non abbia la stessa forza persuasiva di un incontro in presenza.

Ok, facciamo finta di niente. Ricordiamo solo che le “terapie riparative dell’omosessualità” non hanno mai dato l’esito desiderato. Al contrario, hanno sempre creato scompensi in chi ci è caduto. Le vittime di queste invenzioni da ciarlatani hanno poi dovuto ricorrere a lunghi percorsi di psicoanalisi e psicofarmaci per riabilitarsi. Diverse di loro sono precipitate in depressione fino al suicidio.

Quanto a Luca, probabilmente non era né gay, né eterosessuale. Era semplicemente bisessuale e continua ad esserlo, oppure vive una sessualità fluida. Ma nessuna Madonna, né quella di Medjugorie né altre, hanno mai interferito col suo orientamento sessuale.

DI MASSIMO BATTAGLIO · 30 NOVEMBRE 2021

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