«L’obbedienza ha rovinato il mondo.
L’obbedienza è divenuta uno strumento per l’alienazione della coscienza.
E, una volta alienata la coscienza, l’uomo è in stato di totale soggezione al potere.
Il Vangelo, invece annuncia la liberazione dell’uomo. […]
Annunciare il Vangelo senza annunciare la liberazione dallo stato di dipendenza significa usare il Vangelo come oppio dei popoli. […]
L’obbedienza aveva allora un valore mistico. Oggi mi chiederei se il dovere non sarebbe piuttosto quello della disobbedienza motivata. Quanto meno me ne chiederei una motivazione pubblica, per rispondere alle coscienze, non soltanto alla mia.
Insomma, oggi sento di non poter anteporre i miei eroismi personali ai diritti delle coscienze, per dimostrare che l’obbedienza alla Chiesa non è quella giuridica e canonica, ma quella della fede»
(Ernesto Balducci, in M. PANCERA, I nuovi preti. Intervista pubblica, Sperling & Kupfer, Milano 1977)