mercoledì, Ottobre 5, 2022

Spinoza e le religioni (don Paolo Zambaldi)

Don Paolo Zambaldi
Don Paolo Zambaldi
Cappellano nelle parrocchie di Visitazione, Regina Pacis, Tre Santi e Sacra Famiglia (Bolzano).

Cherem/atto di scomunica emesso nei confronti di Baruch Spinoza

«I Signori del Mahamad rendono noto che, venuti a conoscenza già da tempo delle cattive opinioni e del comportamento di Baruch Spinoza, hanno tentato in diversi modi e anche con promesse di distoglierlo dalla cattiva strada. Non essendovi riusciti e ricevendo, al contrario, ogni giorno informazioni sempre maggiori sulle orribili eresie che egli sosteneva e insegnava e sulle azioni mostruose che commetteva – cose delle quali esistono testimoni degni di fede che hanno deposto e testimoniato anche in presenza del suddetto Spinoza – questi è stato riconosciuto colpevole. Avendo esaminato tutto ciò in presenza dei Signori Rabbini, i Signori del Mahamad hanno deciso, con l’accordo dei Rabbini, che il nominato Spinoza sarebbe stato bandito e separato dalla Nazione d’Israele in conseguenza della scomunica che pronunciamo adesso nei termini che seguono: 

Con l’aiuto del giudizio dei santi e degli angeli, con il consenso di tutta la santa comunità e al cospetto di tutti i nostri Sacri Testi e dei 613 comandamenti che vi sono contenuti, escludiamo, espelliamo, malediciamo ed esecriamo Baruch Spinoza. Pronunciamo questo herem nel modo in cui Giosuè lo pronunciò contro Gerico. Lo malediciamo nel modo in cui Eliseo ha maledetto i ragazzi e con tutte le maledizioni che si trovano nella Legge. Che sia maledetto di giorno e di notte, mentre dorme e quando veglia, quando entra e quando esce. Che l’Eterno non lo perdoni mai. Che l’Eterno accenda contro quest’uomo la sua collera e riversi su di lui tutti i mali menzionati nel libro della Legge; che il suo nome sia per sempre cancellato da questo mondo e che piaccia a Dio di separarlo da tutte le tribù di Israele affliggendolo con tutte le maledizioni contenute nella Legge. E quanto a voi che restate devoti all’Eterno, vostro Dio, che Egli vi conservi in vita. Sappiate che non dovete avere con Spinoza alcun rapporto né scritto né orale. Che non gli sia reso alcun servizio e che nessuno si avvicini a lui più di quattro gomiti. Che nessuno dimori sotto il suo stesso tetto e che nessuno legga alcuno dei suoi scritti.»

– § –

Quando egli ebbe finito, attesi qualche attimo, e poi tornai ad incalzarlo: “Vorrei partire dalla tua esperienza religiosa o meglio dalla tua filosofia che reinterpreta la religione o tenta di rifondarla… e chiaramente la tua analisi mi interessa particolarmente, visto che sono, come mi pare tu già sai, un prete e che mi occupo di trasmettere un messaggio alla gente, un messaggio che esige verità per essere realmente necessario alla salvezza62. E trovo particolarmente interessante il fatto che tu abbia vissuto anche l’esperienza cristiana (cattolica e protestante) se pur per necessità, e l’abbia vissuta da ebreo. Perché nonostante ti abbiano espulso dalla comunità sei rimasto pur sempre un ebreo, nel senso di humus culturale e religioso…”.

Nel locale regnava un grande silenzio. Baruch, pensoso, si mosse per sistemarsi meglio sulla sedia. Spostandosi fece cadere dal tavolo alcuni fogli di appunti che, lentamente andarono a posarsi sul pavimento. Entrambi osservammo come ipnotizzati quel movimento, quel planare leggero della carta inesorabilmente attratta dal suolo. Poi il filosofo, mentre il suo sguardo fissava ancora la scena, affermò: “Infatti potrei dire, anzi hanno detto di me, che ho una religiosità scissa, che si riflette nel mio linguaggio spesso ambiguo e duplice. Forse è vero ma non lo considero un limite… anzi forse è uno stimolo che mi ha spinto alla ricerca di una salvezza “alternativa”, una salvezza che non si realizzi tramite una fede fondata sull’obbedienza alla Legge e che proprio per questo, come ho scritto spesso e sicuramente anche tu hai notato, aizza lotte, contestazioni, esclusioni e persino guerre sanguinose. Non ho mai infatti compreso (o meglio l’ho compreso molto chiaramente alla luce delle mie riflessioni filosofiche) «perché uomini i quali si vantano di professare la religione cristiana, cioè l’amore, la gioia , la pace, la moderazione e la lealtà verso tutti, combattessero tra loro con tanta ostilità e nutrissero a vicenda, continuamente, un odio così feroce, da far riconoscere da queste cose, più facilmente che da quelle, la fede di ciascuno; le cose ormai sono arrivate al punto che quasi non si può riconoscere di chi si tratti- cioè se di un cristiano o di un turco o di un ebreo o di un pagano- se non dal modo di vestire o dal culto, o dalla chiesa che frequenta, o, infine, dall’opinione che segue o dal maestro sulla cui parola è solito giurare. Per il resto conducono tutti la stessa vita.»63. Ho invece sempre pensato che la religione “naturale”, quella cioè che anima ogni uomo, almeno il più avveduto, fosse la ricerca della verità, e che essendo Dio la verità, ricercare la verità fosse conoscere Dio. Una verità, però, percepibile attraverso l’intelletto, il lume naturale, che ognuno di noi possiede e che ci garantisce una conoscenza certa. La salvezza nasce da questo: comprendere che Dio è in tutto ciò che siamo, come unica sostanza, e che tutto ciò che è, è in Lui, in eterno …”.

62 Cfr. P.F. MOREAU, Spinoza e lo spinozismo, Morcelliana, Brescia 2007, p. 41.

63 TTP, Prefazione, 9, p. 641.

Zambaldi P., Coversando con Baruch. Spinoza, un filosofo “oltre le religioni”, Gabrielli editori, 2022, pag. 49-50.

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