venerdì, Luglio 1, 2022

Sorelle tutte (Luigi Sandri)

Don Paolo Zambaldi
Don Paolo Zambaldi
Cappellano nelle parrocchie di Visitazione, Regina Pacis, Tre Santi e Sacra Famiglia (Bolzano).

Già dal titolo-Sorelle tutte-questo libro si presenta con un ovvio riferimento, seppur implicito, a Fratelli tutti, l’enciclica sulla fraternità e l’amicizia sociale firmata da Papa Francesco ad Assisi il 3 ottobre 2020.

Diverso ma convergente l’identikit delle tre autrici: Elizabeth Green, inglese di origine e italiana di adozione, e pastora della chiesa battista; Selena Zorzi, laica, cattolica, e docente di patrologia nell’Istituto teologico marchigiano e insegnante di filosofia in un liceo veronese; Simona Segoloni Ruta, laica, cattolica e docente di teologia all’ Istituto teologico di Assisi. Il libro è costituito da tre distinti loro apporti che, partendo dal testo papale dicono la loro sul rapporto Chiesa-donne.

Valutando dall’esterno, come non cattolica, il testo di Bergoglio, la pastore battista ne apprezza alcuni contenuti ma anche ne mette in evidenza alcuni limiti costitutivi, come ad esempio parzialità oggettiva del Papa, che ad esempio cita Desmond Tutu e Martin Luther, come nobili persone impegnate per la giustizia-il primo in Sudafrica il secondo degli Stati Uniti d’America-ma tacendo del loro contesto ecclesiale che non era quello cattolico romano.

Puntualizza Elizabeth: “E’ giunto il momento di riconoscersi non tanto tutti i fratelli quanto tutti forestier*” infatti la parola fratelli, volendo essere inclusiva di tutti, si presta fin troppo facilmente  all’esclusione di molti e molte. Dal momento che l’eroe della parabola che il Papa ha scelto per illustrare la fraternità è un samaritano perché non riconoscerci tutt* i forestier*? Ognuno e ognuna consapevole della propria particolarità, parzialità e posizionamento. Infatti camminando insieme, avendo visto e salutato le promesse da lontano, non siamo che forestieri e pellegrini sulla terra (Ebrei 11,13). Una folla composta di tutti i colori dell’arcobaleno e quello del Papa e della chiesa che rappresenta è uno solo” (pag. 33).

Selene si addentra di più e dal di dentro, in un’analisi rigorosa dell’enciclica, lamentando a buon diritto che il Papa non abbia voluto mettere anche “sorelle” nell’incipit. E spiega: “la chiesa romana non può pretendere di fare una teologia cattolica senza l’apporto critico delle teologhe, questa tenace minoranza che c’è e guarda e giudica il parlare l’agire dei “fratelli tutti”. Se le donne sono “immagine visibile del Dio invisibile” vuol dire che esse sono immagine di Cristo. Che cosa impedisce allora che esse possano votare in conclave, pascere comunità, prendere decisioni a nome di Cristo e a pieno titolo per la chiesa, rappresentare sacramentalmente il Mediatore e avere un ruolo riconosciuto pubblicamente, de iure oltre che  de facto e come tale anche retribuito?”. (pag. 70).

E prosegue: “Non dovrebbe la chiesa cattolica prendere atto, non solo a livello formale che le donne sono “immagine visibile del Dio invisibile” e procedere ad una riforma delle strutture in tal senso? Chi scrive lo pensa perché non si abbia dire che la chiesa cattolica sia una struttura totalitaria”.

Nel suo saggio intitolato Una chiesa ancora da vedere, Simona rileva: “Nel sinodo panamazzonico del 2019 si è parlato delle conversioni (sociale, culturale, ecologica ed ecclesiale) che la Chiesa deve fronteggiare; in Fratelli tutti senza parlarne forse si mettono le basi per una conversione che finalmente tocchi le strutture quindi prenda completamente la via di una riforma… La conversione dei cuori è necessaria ma non sufficiente perché la Chiesa cammini sulla via del Vangelo. La Chiesa è infatti anche istituzione e questa dimensione sociale necessita di continue riforme strutturali perché l’istituzione sia fedele a se stessa, alla propria logica e al proprio fine” (pag. 75).

E, dopo aver sottolineato i motivi e le situazioni che ancora impediscono, nella Chiesa romana, una maggiore fraternità, la teologa conclude: “il riconoscimento del male compiuto… deve arrivare a cambiare la situazione perché nessuno soffra più e la vita di ciascuno e ciascuna possa fiorire. Come non si dà conversione personale senza penitenza e azioni rinnovate, non sica conversione ecclesiale senza riforma delle strutture” (pagina 137).

Questo libro ci sembra assai stimolante anche in vista del sinodo dei vescovi dell’anno prossimo, al quale-al momento-e cerca la partecipazione con diritto di voto di una sola donna. Ma sarebbe ammissibile che nel 23 ci fosse, votare un’unica madre circondata da 200 padri?


Elizabeth E. Green, Simona Segoloni Ruta, Selene Zorzi, Sorelle tutte, la Meridiana 2021, 240pagg. 15 euro

Luigi Sandri, Confronti, gennaio 2022

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