Padre nostro
che sei nel cielo della nostra speranza
che appartieni alla luce del vero
che ci indichi un oltre
che innalza la nostra mediocrità.
Venga il tuo regno
dove l’amore e la giustizia siano la moneta di scambio
e l’altro
qualunque sia il suo colore
la sua lingua
la sua religione
il suo genere
sia abbracciato come un fratello fatto della stessa polvere
raccolta dal creatore ai quattro angoli del mondo
Sia fatta la tua volontà
e non la nostra che offusca
con l’insensatezza dei suoi desideri
la libertà che tu ci hai donato
E sia fatta qui in terra, oggi, ora,
perché nessuno più muoia
ucciso dalla nostra indifferenza
dal nostro orgoglio
dal nostro inaudito egoismo
Dacci il pane quotidiano m
non permetterci di accumularlo a danno degli affamati
facci uscire dall’insaziabile inumano consumismo
che fiacca le coscienze,
ci rende servi di Mammona,
e umilia la nostra intelligenza
Perdona a noi il nostro debito
la colpa di non saper vivere
da figli e da fratelli,
la colpa di non appartenere a Dio
ma a Cesare,
simbolo di tutti i poteri sacri e profani
che pervertono la nostra coscienza
rendendoci schiavi
Aiutaci a perdonare
a non escludere,
a non cadere nel pregiudizio generatore di odio
nelle trappole culturali
che allontanano e dividono
aiutaci a capire la fondamentale importanza
della non-violenza
quella che tu, Maestro, hai praticato lasciandoti uccidere
con ignominia
dal nemico
non facendoti tentare dal desiderio di onnipotenza.
E non lasciar cadere nemmeno noi
nell’occidentalismo arrogante
nell’idolatria del mercato
che crudelmente distrugge
tutto ciò che incontra
popoli inermi e incolpevoli
i mari , la terra, gli animali
ogni relazione umana
che nega
il dono di un Dio che si è fatto fragile
per essere il Dio di tutti
Liberaci dal male
che è dentro di noi
e accovacciato
attende solo un’occasione
un allentarsi della coscienza
una paura, una parola sfuggita, un immaginario mai sconfitto
per farsi portatore di morte.
Tu che sei per noi il senso del mondo
aiutaci a diventare uomini e donne
finalmente risorti!
Amen. Sia così.
(don Paolo Zambaldi)