venerdì, Maggio 27, 2022

Aleksandr Dugin a Bolzano? (ANPI)

Don Paolo Zambaldi
Don Paolo Zambaldi
Cappellano nelle parrocchie di Visitazione, Regina Pacis, Tre Santi e Sacra Famiglia (Bolzano).

ANPI esprime il suo sdegno e la sua ferma protesta per la presenza all’Università di Bolzano di Aleksandr Dugin, nell’ambito dell’annuale Convegno sostenuto da Regione, Provincia, Comune, Università e EURAC, dell’Istituto Internazionale Rosmini “L’IDEA DI EUROPA NELLE CULTURE POLITICHE NON EGEMONI: PROPOSTE, PROGETTI, PROBLEMI”. E’ nessario che qualsiasi sostegno pubbllico ad una simile presenza sia revocato.
A chi considera Dugin un normale “filosofo” è il caso di ricordare che si tratta di un personaggio inquietante, punto di riferimento delle destre neofasciste di tutta Europa che, tra l’altro, si richiama apertamente al filosofo razzista e fascista italiano Julius Evola (ispiratore tra l’altro della famigerata organizzazione neofascista Ordine Nuovo) e in Russia ha costituito gruppi politici denominati “nazionalbolscevichi”, con simboli ispirati apertamente alla bandiera nazista. Recentemente in situazioni analoghe, le istituzioni pubbliche, come ad esempio l’Università di Messina hanno revocato sostegno e autorizzazioni.

Le istituzioni pubbliche, in particolare quelle finalizzate all’istruzione non possono e non devono, infatti, sostenere inizative in palese violazione dei principi fondamentali della Costituzione, peraltro in aperto contrasto con la storia di convivenza e di rifiuto dei nazionalismi che ha caratterizzato la costruzione dell’autonomia nella nostra terra e la stessa istituzione della Libera Università di Bolzano. Le istituzioni, in particolare, quelle scientifiche non possono e non devono legittimare l’azione e il pensiero del capo di un movimento politico come Euroasia di tendenze ultranazionaliste, razziste e omofobe punto di riferimento esplicito per l’ estrema destra europea neofascista, xenofoba e razzista.

A organizzare i precedenti tour di Dugin in Italia sono stati ambienti dove circolano personaggi come Maurizio Murelli, condannato a 14 anni di reclusione perchè coinvolto nell’assassinio dell’agente di Polizia Antonio Marino il 12 aprile 1973 a Milano, attulamente fondatore e animatore della rivista Orion, punto di riferimento da sempre del neofascismo italiano, incluso quello più compromesso con i terrorismo nero, in particolare, Mario Tuti. Accanto a Murelli si segnala Rainaldo Graziani, figlio di Clemente, cofondatore del centro studi Ordine Nuovo, organizzazione chiave della strategia della tensione negli anni ’70 e ’80, sciolta per violazione della Legge Scelba e “rinata” due anni fa.
Anpi Alto Adige Südtirol

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